Le conseguenze del Brexit sulle startup

In questi giorni si sta tanto parlando del cosiddetto Brexit, argomento che riguarda non solo la Gran Bretagna, ma anche tutti gli italiani che in questi ultimi anni si sono recati lì per cercare lavoro, per studiare o anche solo per viaggiare.

Con il termine Brexit si indica l’uscita dall’Unione Europea da parte della Gran Bretagna che potrebbe essere decretata dai cittadini con il referendum che si è svolto ieri, 23 giugno, e che comporterebbe non solo una chiusura definitiva con Sua Altezza Reale Regina Elisabetta II, ma anche il taglio di un ponte consolidato con uno Stato importante sia dal punto di vista economico sia geografico.

L’iter che però prevede il divorzio tra la Gran Bretagna e l’UE è molto lungo, tant’è che per separarsi definitivamente ci dovranno passare ancora ben due anni. Infatti il Trattato di Lisbona prevede che in questo lungo periodo l’Isola presenti una richiesta formale al Consiglio europeo per negoziare le modalità di uscita; una volta consegnata, l’istanza verrà poi votata dal Consiglio con maggioranza qualificata, superiore a quella solitamente necessaria.

Se si dovesse trovare l’accordo, i trattati che legano il Regno Unito decadono a favore dei nuovi stabiliti, altrimenti ciò avverrà comunque entro due anni dall’inizio della procedura.

A proposito di questo tema abbiamo chiesto al nostro Managing Partner Giovanni Sanna quale fosse la sua opinione sui possibili vantaggi e svantaggi che potrebbero avere le startup, e più in generale tutto il mercato dell’innovazione, se il Brexit venisse approvato.

Giovanni, come credi che gli investitori del mondo dell’innovazione potrebbero reagire al Brexit?
Londra è ormai il punto di riferimento degli investimenti in Europa, il vero e proprio hub. Mancando il requisito della presenza di Londra come centro europeo, gli investitori potrebbero propendere verso un’altra piazza europea come hub finanziario per gli investimenti in Startup.

Quindi, di riflesso, credi che anche le startup italiane che hanno preso come riferimento Londra per i loro investimenti potrebbero avere delle conseguenze?
Sì, a mio parere una delle conseguenze negative del Brexit potrebbe riguardare il fatto che anche le startup italiane potrebbero valutare meno appetibile Londra visto lo spostamento degli investitori su piazze come Berlino e Parigi (stesso mercato comune europeo), e lo scale up europeo avverrebbe quindi in altre città.

Da un punto di vista lavorativo, quali effetti potrebbero esserci?
La nuova presenza sui flussi migratori renderebbe difficoltosa la libera circolazione di persone con le competenze adeguate, danneggiando pertanto il mercato del lavoro britannico.

Ultima domanda: le esportazioni che risvolto potrebbero avere?
Seguendo questa tendenza, il Regno Unito si mostrerebbe più isolato con aumento di dazi doganali alla circolazione delle merci.
Oltre il 50% delle importazioni inglesi viene dalla Unione Europea, con oltre la metà di questo import dall’Europa che serve come “bene intermedio”, ovvero è utile a produrre altri beni e servizi Made in England. Senza un accordo di libero scambio successivo alla Brexit entro il 2020, il PIL britannico potrebbe calare del 5%.



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